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Il mazzo Colleoni

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Gita di Pasquetta all'Accademia Carrara, già da visitare anche senza il pretesto di un evento temporaneo. Che poi stia là in esposizione fino a giugno il mazzo dei Tarocchi Colleoni, è questione preziosa. Occasione unica, di grande valore museale, nel senso della re-unione di questo documento di irripetibile pregio artistico, che recupera oltre all'arte rinascimentale, dalla miniatura all'araldica, anche analisi storica, pensiero politico, costume. Il mazzo Colleoni è uno dei più antichi mazzi di Tarocchi viscontei, risalente al XV secolo. Attribuito all'arte di Bonifacio Bembo, è composto da carte grandi, miniate su lamine d'oro, utilizzate non per il gioco ma quale simbolo di lusso di corte. Creato fra il 1440 e il 1447, probabilmente per Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, passa poi alla famiglia bergamasca Colleoni, da cui prende il titolo. Oggi diviso tra l'Accademia Carrara di Bergamo (26 carte), la Pierpont Morgan Library di New York (35 carte) e un...

Basilico dell'Isola all'Isola

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Due ore belle in Gae a riconoscere le Varesine del prima e del poi. Fotografie di Basilico già note dalla retrospettiva di qualche anno fa in Triennale ma la sistemazione di questi scatti nella sala alta della Stecca3, coi tagli grandi del cantiere ad affacciarsi sui giardini, costruisce una specie di crasi in disorientamento e poi nel riallinearsi dello spazio e del tempo, alternanza dell'osservare lo spazio fotografico /passato/ e il luogo del presente sensorialmente esperito. Occorre qualche momento anche lungo per entrare in questo scarto di tempo nel luogo, da prenderselo. Stecca3, rete ADA spazio socioculturale / collegamento  

Metafisica/che

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De Chirico, Savinio, Carrà, Morandi, che bellezza di colori e vagheggiamenti. Stringhe di pensieri uno allacciato all'altro, ma anche libera e improvvisa evocazione, la tradizione della pittura a frantumarsi e poi ricostruirsi in un significato altro fitto di legami e allo stesso tempo sciolto dal preconcetto e dell'atteso. Aspettarsi/aspettative, nell'attimo di una fruizione in cui lo spettatore si dichiara del tutto dipendente dall'opera come del tutto in-dipendente. Metafisici che dello spettatore colgono lo sguardo e poi ne strappano via l'attenzione, come una specie di rigetto l'un per l'altro, troppo. Le muse inquietanti, non avevo mai visto dal vero. Su tutto sempre per me i paesaggi urbani: le ciminiere di de Chirico /fra presente e passato, i paesaggi periferici di Mario Sironi, due milanesitudini di Basilico, la meraviglia di Battersea nella fotografia originale. Metafisica / Metafisiche - qui i dettagli, Palazzo Reale

Dino Buzzati alla Fondazione Mondadori

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Belle tavole originali da Poema a fumetti sono in mostra al Laboratorio Formentini  ancora per qualche settimana. Avrebbero fatto figura anche da sole, specie per la collezione sotto vetro di taccuini e bozzetti, nei disegni preparatori e definitivi a cui vengono affiancate le immagini che, in un gioco di rimandi, citazioni e allusioni, hanno creato in Dino Buzzati l'immaginario e poi il vero scritto e disegnato dell'opera - dai cataloghi erotici francesi alle solarizzazioni di Man Ray. Però si capisce il punto dei curatori, Virgilio Villoresi e Lorenzo Viganò: sistemare questo materiale, evidenziandone la genesi, all'interno di un contesto filmico, affiancando questo processo creativo letterario e di immagine all'arte cinematografia ibrida dei film in stop-motion. Mi era piaciuto l'apparato sonoro, in particolare nella piccola sala dedicata alle miniature utilizzate per il film "Orfeo". Il Laboratorio Formentini è sempre un bel luogo in cui capitare. “Din...

Charlotte Salomon

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Che emozione assistere alla performance teatrale dell'attrice Marta Comerio nel racconto di Leben? oder Theater: Ein Singspiel, il poema musicale con cui Charlotte Salomon, giovane ebrea dell'alta società berlinese, ha raccontato con tanta veemenza e bravura la storia della sua intensa e breve vita. Centinaia di tempere (781 per l'esattezza), fogli manoscritti, lettere e diari a ripercorrere infanzia e giovinezza segnate da una grande ricchezza intellettuale e materiale ma anche da gravi lutti e un destino di famiglia, il disturbo depressivo, che tanta parte avrà nelle vicende di questa artista poliedrica e talentuosa, fino a culminare nell'ascesa del Nazismo, con la fuga a Nizza e la deportazione ad Auschwitz. In questo dramma ad atti Charlotte inscena i personaggi del proprio destino: il fantasma di una zia morta suicida, a cui deve il primo nome, la madre crocerossina e poi sposa infelice a un eminente chirurgo, una nonna ricchissima e autoritaria, la matrigna canta...

Pellizza da Volpedo

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Con i ragazzi (figli miei e figli degli altri), ieri dopo pranzo alla Gam per Giovanni Pellizza da Volpedo. I ragazzi con l'audioguida, "c'è bisogno, per capire", dicevano. Molti visitatori e file all'entrata anche se la mostra è da tanto e ora in chiusura. La meraviglia di certe tele grandi, i paesaggi del divisionismo e la storia personale di questo pittore venuto dalla campagna, una formazione corta eppure corposa, salda e in divenire insieme. Su tutto il sentimento in ogni sua sfumatura: amore di bambini, giovani adulti a passeggio in ciò che basta e deve bastare, tradimento e perfino la morte, fatica e pena della vita, quei dipinti delle processioni di paese, il vecchio che prende l'ultima particola, il funerale di un bambino, la commozione per il paesaggio, le sfumature rosa della neve, minuscole strisce di colore denso. Qui i dettagli / Galleria di Arte Moderna

Leonora Carrington

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Ieri di nuovo a Palazzo Reale per l'esposizione su Leonora Carrington. Restavamo stupiti per le prime opere, Sisters of the Moon , come illustrazioni di fiabe, streghe e malefici - d'altra parte folklore e gusto per la dimensione dell'immaginario non erano mancati a casa Carrington, per via del grande sapere della madre, nobildonna irlandese, che inziò la figlia al sapere letterario d'invenzione. Sarebbe da dir molto su questa artista precocissima, dai molteplici interessi e stimoli espressivi e dalla vita così tormentata anche per via di alcune difficoltà di apprendimento come la dislessia, di cui si pensa soffrisse e che le costò l'espulsione da quasi tutte le scuole d'elite che i genitori la mandarono a frequentare. E poi il soggiorno in Italia (che si ritrova nell'utilizzo delle prospettive e nei colori corposi e di materia); la convivenza con Max Ernst (in opposizione alla famiglia di lei tutta), la guerra in Francia, la fuga in Spagna e l'esperienz...

Man Ray

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  Ho visitato la retrospettiva su Man Ray. Con i ragazzi riflettevamo sul senso del ritratto artistico nell'epoca, di corpi androgini in posa: donne di fisico asciutto, pance piatte e pettinature mascoline; ballerine, attrici, fotografe - libere da vincoli familiari, indipendenti nel proprio sostentamento, emancipate nelle relazioni sentimentali. Curiosa la comparazione fra questo sguardo dietro la macchina fotografica e il ruolo delle muse (Kiki de Montparnasse, Lee Miller) nella pratica artistica di Man Ray, tanto da esserci soffermati sulla figura di Mereth Oppenheim, poliedrica artista, pittrice e scultrice che dopo qualche tempo trascorso quale motivo ispiratore di Man Ray abbandonò l'atelier del fotografo per dedicarsi interamente alla propria carriera. In foto Juliet Browner, ballerina e modella newyorkese che Emmanuel Radnitzky conobbe nel 1940 e sposò sei anni più tardi. Vissero insieme a Parigi una vita tranquilla sino alla morte dell'artista (1976). Abbiamo avuto...

Entanglements

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Domenica scorsa ho visitato Entanglements , la mostra personale dell'artista giapponese Yuko Mohri (1980). Era un bel pomeriggio d'autunno, di grandi colori e sole, il primo giorno al cambio dell'ora. Di queste sue "sculture cinetiche site-specific" mi è piaciuta più di tutte Moré Moré variazione Flow2 , una installazione composta da tubi, sbarre e oggetti d'uso comune attraverso cui un rivolo d'acqua produce il movimento di un cimbalo - a rievocare le riparazioni improvvisate a seguito delle perdite di acqua nelle linee metropolitane di Tokyo. Si capisce bene il significato della parola connessione , di cavi e bobine, sottilissimi fili di nylon ed elettrodi che si infilano a registrare il decadimento organico di alcuni frutti per poi riprodurlo su uno schermo a barre, un pianoforte che suona da solo, con un preciso scarto temporale (incertezza, pensiero?), al ricevimento di impulsi da un video di onde marine sulla spiaggia Belle-Ile de pluie (1886, Claude...

Adriano Olivetti a Cermenate

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Sabato pomeriggio sono tornata in certi luoghi miei antichi per visitare l'asilo Garbagnati a Cermenate, il primo progetto (1935-37) di Cesare Cattaneo appena laureato. Nelle vetrate passava il tempo atmosferico di pioggia e quel freschetto brianzolo tutto autunnale. L'edificio è da qualche tempo oggetto di un intervento di restauro - promosso dagli eredi Cattaneo e dalla direzione regionale Beni Culturali - che ha per scopo la conservazione e la restituzione al pubblico di questo importante esempio di razionalismo architettonico.  Gli spazi dell'ex asilo saranno dedicati a mostre ed eventi culturali. Sino al 26 ottobre i locali già sistemati ospitano la rassegna Architetture olivettiane, una selezione espositiva di disegni e documenti a testimoniare l'impegno e la passione per la progettazione e la realizzazione di strutture residenziali che ha sempre caratterizzato una delle tante anime di Adriano Olivetti. A illustrare alcuni progetti, tra cui l'affascinante ...

BIM

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Ieri mattina ho camminato un poco lungo la piazza di BIM, esperimento di rigenerazione e riutilizzo di aree già esistenti a uso "workplace" per aziende ad alto grado di sperimentazione. Il progetto è di Vittorio Gregotti e Piuarch e ha l'obiettivo di riconsegnare alla comunità gli storici edifici Pirelli 10 e Innovazione 3.  Nel Pavillon centrale ha sede l'Innovation Hub di Fondazione Bicocca, l'ente creato da Unimib per coniugare accademia e società a robusta vocazione innovativa.  L'area, ad accesso libero, ospita regolarmente concerti, mostre, mercatini, conferenze, lezioni di attività sportive. Questo è l'aspetto che più mi interessa, la trasformazione di uno spazio lavorativo, quindi definito nella topografia e nell'uso (uffici privati) e nel tempo ("working hours") a luogo di fruizione pubblica e allargata. La tecnica del "retrofitting" crea una straniante e mi pare riuscita continuità fra passato, presente e futuro di questi ...

David Sim in via Beroldo

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Questa mattina ero in via Beroldo, una delle strade scolastiche milanesi a più fresca riforma urbana. Questo spazio pedonale e aggregativo oggi ha ospitato David Sim in conversazione con il pubblico nella presentazione della traduzione italiana del suo libro "Soft City - Building Density for Everyday Life" ( Lettera Ventidue ). Dalla responsabilità sociale che Sim - professore di architettura all'università di Lund e consulente su progetti di strategia urbana - raccomanda per necessità ai professionisti specializzati in architettura urbana agli studi sulle capacità che i bambini sviluppano nell'abitudine al percorso casa-scuola in autonomia e per mezzo di autobus, bicicletta o a piedi, fino alle analisi sulle tipologie abitative degli elettori di Trump e al fenomeno in crescita dell' air rage -  gli episodi di rabbia e violenza da parte dei passeggeri disabituati alla prossimità fisica - con Sim ci si è confrontati su cosa significa vivere in comunità, nella dista...

Una mostra: Dorothea Lange

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Ho visitato la mostra fotografica dedicata a Dorothea Lange. Da settimane desideravo e stasera ho trovato modo. La retrospettiva recupera i tre più importanti reportage a cui si dedicò la fotografa americana (Hoboken 1895 - San Francisco 1965): la cronaca dell'indigenza urbana fra New York e San Francisco, successiva al crollo del 1929, l'inchiesta sulle condizioni di miseria dei migranti dalla Dust Bowl (1936), il servizio sui campi di internamento in cui a seguito dell'attacco a Pearl Harbour furono rinchiusi fino alla conclusione del conflitto mondiale i nativi giapponesi residenti negli Stati Uniti. Non c'è traccia di paternalismo nelle fotografie di Lange, solo uno sguardo acutissimo, che aggiunge all'attenzione verso il particolare, tipica del ritratto, la consapevolezza dell'importanza di paesaggio e dimensione collettiva nella rappresentazione del quotidiano umano. Dorothea Lange, a cura di Walter Guadagnini e Monica Poggi - Museo Diocesano, chiostri di ...