Il mazzo Colleoni

Gita di Pasquetta all'Accademia Carrara, già da visitare anche senza il pretesto di un evento temporaneo. Che poi stia là in esposizione fino a giugno il mazzo dei Tarocchi Colleoni, è questione preziosa. Occasione unica, di grande valore museale, nel senso della re-unione di questo documento di irripetibile pregio artistico, che recupera oltre all'arte rinascimentale, dalla miniatura all'araldica, anche analisi storica, pensiero politico, costume.

Il mazzo Colleoni è uno dei più antichi mazzi di Tarocchi viscontei, risalente al XV secolo. Attribuito all'arte di Bonifacio Bembo, è composto da carte grandi, miniate su lamine d'oro, utilizzate non per il gioco ma quale simbolo di lusso di corte. Creato fra il 1440 e il 1447, probabilmente per Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, passa poi alla famiglia bergamasca Colleoni, da cui prende il titolo. Oggi diviso tra l'Accademia Carrara di Bergamo (26 carte), la Pierpont Morgan Library di New York (35 carte) e una collezione privata (13 carte), per un totale di 74 carte su 78, è riunito per questa esposizione, dopo oltre un secolo di attesa.

È scelta del visitatore guardare a questo mazzo, e agli altri esposti a far da completamento (i due fogli a stampa dei cinquecenteshi tarocchi Rosenwald per esempio, o il mazzo Waite-Coleman Smith di metà '800, e infine, forse su tutti il Leonora Carrington, già alla retrospettiva di quest'inverno a Milano, oggetto di una riflessione profonda ed evidente da parte dell'artista irlandese che dell'arte dei Tarocchi fece uno studio di vita, successivamente al ritiro in Messico) come a quello che sono e devono restare i Tarocchi, nella loro verità di racconti di storie, gioco di svelamento di vita cortese, paure indicibili, riflessione ontologica sui misteri dell'uomo e del cosmo. Oppure prediligere il piglio esoterico che tuttavia la mostra, con grande lungimiranza, tende a decostruire.

Due osservazioni, anzi tre. / Il mazzo Colleoni è esposto in una teca centrale, libera ai quattro lati, ma pochi avventori si arrischiano a osservarlo alla rovescia. Come la si pensi, non è mai una buona idea il Tarocco rovesciato. / A mancare nel mazzo, oltre a un cavaliere, Diavolo e Torre, è il tre di spade: la carta della perdita e del cuore spezzato. Carta del prima e del poi, la carta che nei Tarocchi se esce è fatica. Nessuno stupore che sia andata smarrita. Io sono convinta però che esista ancora e che qualcuno l'abbia trafugata e se la tenga ben stretta. / Il mazzo Colleoni è stato utilizzato da Italo Calvino nel libro Il castello dei destini incrociati. //

Pregevole l'esposizione del De Consolatione Philosophiae nelle miniature di Michelino da Besozzo e Pietro da Pavia, e dalla Trivulziana il rarissimo "Le carte parlanti" dell'Aretino (1543).

Qui i dettagli, al collegamento / I Tarocchi, Accademia Carrara, Bergamo. Diversi video di approfondimento disponibili sul canale Youtube dell'Accademia.

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