Charlotte Salomon

Che emozione assistere alla performance teatrale dell'attrice Marta Comerio nel racconto di Leben? oder Theater: Ein Singspiel, il poema musicale con cui Charlotte Salomon, giovane ebrea dell'alta società berlinese, ha raccontato con tanta veemenza e bravura la storia della sua intensa e breve vita. Centinaia di tempere (781 per l'esattezza), fogli manoscritti, lettere e diari a ripercorrere infanzia e giovinezza segnate da una grande ricchezza intellettuale e materiale ma anche da gravi lutti e un destino di famiglia, il disturbo depressivo, che tanta parte avrà nelle vicende di questa artista poliedrica e talentuosa, fino a culminare nell'ascesa del Nazismo, con la fuga a Nizza e la deportazione ad Auschwitz. In questo dramma ad atti Charlotte inscena i personaggi del proprio destino: il fantasma di una zia morta suicida, a cui deve il primo nome, la madre crocerossina e poi sposa infelice a un eminente chirurgo, una nonna ricchissima e autoritaria, la matrigna cantante lirica che, pur a suo modo ("non ha talento però disegnare le piace, potrebbe diventare modista"), la spinge alla pittura iscrivendola al più prestigioso istituto d'arte berlinese, convincendola sulla necessità imprescindibile dell'autonomia economica per una donna. Gli amori della giovinezza, uomini in sottofondo, amici cari, un padre che, fuggito in Danimarca, non incontrerà mai più. E infine il nonno, il cui destino Charlotte stessa renderà noto in una lettera che vede la pubblicazione soltanto nel recente 2015.

Urgenza del dipinto nei tre colori primari e bianco, le tempere e i ritratti di un'epoca, la meraviglia del mediterraneo nizzardo, l'influenza dell'Espressionismo tedesco, il corpo di un uomo nudo nell'amore, una stanza da bagno coi segni della disperazione appesi al radiatore di calore, l'essere viva.

/Charlotte Salomon nasce nel 1917 a Berlino. La famiglia è benestante e di alto lignaggio. Suo padre, Albert Salomon, è chirurgo e professore universitario di fama nazionale. Sua madre, Franziska Grünewald, artista e musicista, si suicida - vittima di psicosi e disturbi dell'umore - gettandosi dalla finestra quando la bambina ha otto anni, di fatto seguendo le orme della sorella, morta in giovinezza. Charlotte scoprirà del tragico gesto della madre soltanto molti anni più tardi, quando la nonna, anch'essa segnata dalla depressione, scioglierà il velo della bugia: una madre morta non per una influenza, come spesso accadeva nella normalità dei tempi, ma per atto volontario. Tutta l'opera d'arte di Charlotte Salomon, autobiografica, converge e abbraccia, ruota, preme e spinge all'interno di questi temi familiari, nel dramma e nella densità di una vita così breve. Settembre 1943: Charlotte viene prelevata dalla Gestapo nella sua abitazione a Nizza, insieme al compagno Alexander Nagler, dal quale aspetta un figlio. Deportata ad Auschwitz, Charlotte viene uccisa nelle camere a gas, il giorno successivo all'arrivo./

Charlotte Salomon, Vita? O teatro - Traduzione e cura dal tedesco di Massimo De Pascale, 820pp, 2019 Castelvecchi fuori collana.

Vita? O teatro. - spettacolo teatrale di Marta Comerio tratto dall'opera autobiografica di Charlotte Salomon con, a seguire, una breve lezione dello storico dell'arte Bruno Pedretti, a illustrare la tecnica pittorica di Charlotte Salomon, nel contesto di epoca, studi, entourage. A cura dell'associazione Aned / Casa della Memoria, Milano domenica 15 febbraio 2026. 




Commenti

Post popolari in questo blog

Una citazione

Man Ray

BIM